La necessità di meditare

Secondo l’insegnamento del Buddha noi siamo portatori di due modalità di funzionamento:

  • quella abituale, ego-riferita o problematica, perché fonte del nostro malessere abituale
  • quella Risvegliata, o natura di Buddha, che al contrario è fonte di un benessere profondo e autentico.

La visione o funzionamento abituale deriva dalla mancanza di esperienza della natura di Buddha o diversamente detta, natura della mente-esperienza. Questa ignoranza è detta fondamentale perche è la causa e la radice di tutti i problemi: ci fa entrare in un modalità di funzionamento che è problematica nella misura in cui noi ci illudiamo ovvero prendiamo per vero ciò che vero non è.

La prima e più grossa illusione alla quale siamo sottoposti è quella di perdere di vista l’interdipendenza che esiste tra noi, le persone e le situazioni: vediamo l’esperienza come divisa in elementi tra loro poco o per niente legati e molte volte, quando incontriamo l’altro, non vediamo veramente l’altro, ma vediamo soprattutto le nostre proiezioni.

Noi dipendiamo dalle nostre proiezioni e nello stesso tempo le nostre proiezioni dipendono da noi

Tale doppio gioco ci fa perdere di vista che i due poli, soggetto e oggetto, sono prodotti della mente condizionata, e che in realtà non hanno concretezza e non sono entità autosufficienti. Quando entriamo in contatto con l’esperienza in realtà stiamo entrando in contatto con le nostre proiezioni e quindi con noi stessi. La meditazione propone di abbandonare la lotta con le nostre ombre e successivamente porta a superare i nostri condizionamenti.

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