La Prima Nobile Realtà: il malessere

Il punto di partenza preso in considerazione dal Buddha è che noi siamo abitualmente confrontati con varie forme di malessere, ciò costituisce la Prima Nobile Realtà.

La prima forma di malessere che è quella più sottile e che non sembra problematica ai nostri occhi abituali, è proprio la nostra modalità cognitiva abituale ovvero come vediamo il mondo e ci relazioniamo con esso. In questa visione noi ci vediamo come degli individui, come qualcuno esistente in rapporto a qualcun altro o in rapporto a qualcosa.

Questa visione porta alla nascita del soggetto dell’esperienza e dell’oggetto della sua esperienza: è la visione ego-riferita o ego-centrata, dove noi siamo il centro della nostra esperienza, il centro dell’Universo.

Questa separazione o questo taglio in due parti dell’esperienza che è in realtà unica, è in definitiva, l’esilio o la partenza dall’Esperienza Risvegliata. La disarmonia che ne deriva è la malattia dell’essere: la malattia del soggetto che considera sia se stesso e sia gli oggetti della sua fissazione come indipendenti. Tale visione ci fa vivere come continuamente in uno stato di mancanza.

Il Dharma insegna l’interdipendenza della vita e quindi insegna a parlare di inter-esseri. Il Dharma è la terapia dell’Essere nel senso che insegna l’illusione dell’Essere e della visione che ne deriva: insegna l’illusione della nostra visione abituale e propone un amplificazione del nostro campo cognitivo.

Quando si è qualcuno, si ha la sensazione di possedere qualcosa e contemporaneamente a ciò si ha anche la paura di perdere ciò che si possiede. Questa è la paura della perdita e della mancanza. Questa è la seconda forma di sofferenza che è il malessere che deriva dal confronto con il cambiamento, la mancanza e la frustrazione.

La terza forma di malessere è quella corrispondente al malessere grossolano, quello a cui siamo costantemente confrontati e che comprende tutte le malattie, le pene e tutti i problemi che si susseguono e si strutturano l’uno sull’altro nella nostra vita quotidiana.

L’approccio del Buddha è eminentemente realistico, esso parte dalla constatazione che esiste il malessere.

La prima Nobile Realtà può essere considerata la diagnosi.