La Seconda Nobile Realtà: l’origine del malessere

Esponendo la seconda Nobile Realtà, il Buddha presenta ciò che è alla radice del malessere.

Secondo il Buddha tutte le forme di malessere indicate precedentemente sono il frutto della mancanza di esperienza della natura della realtà. Noi non conosciamo fondamentalmente come sono le cose, come siamo noi e come sono gli esseri. Non conosciamo la Verità. Questa ignoranza è detta fondamentale perché, appunto, è il fondamento di tutte le forme di malessere.

In tibetano tale ignoranza è resa con il termine ma-rigpa che significa assenza di Rigpa ovvero assenza di consapevolezza, assenza di gnosi, assenza della conoscenza della natura ultima dei fenomeni. Questa mancanza di conoscenza ci taglia fuori dallo stato primordiale, dalla salute fondamentale, da ciò che tradizionalmente è chiamato Terra Pura. Ciò che accade successivamente è la coagulazione del soggetto e dell’oggetto ovvero dell’osservatore e del suo mondo che possono avere più o meno solidità. Essi sono tutti gli stati multipli di coscienza che può avere un essere non risvegliato. In modo monoteista si potrebbe dire che l’uomo perde la sua natura divina volendola conoscere e prenderla.

Volendola afferrare, egli la fa divenire qualcosa d’altro. Con dei nomi e delle forme l’uomo poi si rappresenta ciò che era e che in effetti è ancora. Prima dell’illusione ovvero prima della presa concettuale, infatti c’è lo stato primordiale, lo stato adamantino da sempre puro.

Quando c’è la concezione “io esisto”, la dualità nasce. Con la nascita del me, co-nascono anche tutte le sovrastrutture concettuali che sovrapponiamo alla realtà e che ci separa e ci distoglie da essa: della proiezioni super naturali o sovrannaturali si sovrappongono sullo stato primordiale.

Da questo punto di vista il sovrannaturale è una pura illusione, infatti è solo con la nascita dell’illusione il divino diviene sovrannaturale.